La nostra regione e il nostro paese stanno soffocando: un grande patrimonio di energie giovani, di speranze, di competenze, quella che noi definiamo intelligenza collettiva non ha accesso ai processi decisionali di un sistema che esclude e declina, sino a morire, a causa di questa ottusa esclusione.
Si, stiamo vivendo un grande problema di esclusione e siamo qui per dire che è giunto il tempo di cambiare, è giunto il tempo di volere bene a noi stessi.
Siamo dunque chiamati al coraggio della speranza: è possibile oggi costruire la Calabria del lavoro qualificato e non precario, dell’innovazione dei processi produttivi, una regione in cui si sviluppa un sistema economico vitale e all’avanguardia, una pubblica amministrazione al servizio del territorio, una scuola ed università che eccelle e perciò attrae i migliori ricercatori, i migliori docenti, i migliori studenti.
Un lavoro difficile ci aspetta e per questo lavoro abbiamo bisogno di più, non di meno, in termini di intelligenze, di competenze, di lealtà, di equità, di coraggio, ma soprattutto di capacità di essere insieme, di costruire visioni comuni e concordare piani di azione.
Vogliamo partire da ciò che c’è, dalla commozione per ciò che abbiamo e viene disperso, ignorato, oscurato. Pezzi di resistenza che vogliamo conoscere e togliere dall’isolamento, trasformando l’impegno individuale in progetto comune, creando alleanze per costruire un programma straordinario, non nelle anguste e stantie stanze dei palazzi, ma nelle strade e nelle piazze dei centri urbani e delle aree rurali. Le nuove tecnologie servono anche a questo.