Oggi le donne sono un soggetto strutturalmente innovatore poiché certamente sino ad ora tenute lontane dalle stanze nelle quali si decide il destino del mondo. Nel mondo solo 9 donne sono capo di stato o di governo, il 17% appena sono le deputate. Le donne sono il 10 % delle élite italiane: 3 rettori su 80; 3 primari ospedalieri su 100; 24 professori ordinari su 100. Nel nostro paese sono dovuti trascorrere ben 32 anni e 36 governi post fascismo per avere un ministro donna (Tina Anselmi), mentre le deputate italiane sono a tutt’oggi soltanto l’11 %, l’incidenza europea più bassa dopo la Polonia. La Calabria si distingue per il più basso tasso di occupazione femminile e una straordinaria quota di sotto occupazione e lavoro nero.
Come possiamo allearci per aprire la strada ad un modo fresco, non conflittuale ma determinato e competente di ingresso delle donne nelle stanze nelle quali si decide il destino del nostro paese, dei nostri territtori?
Come possiamo allearci per incidere sulla rigenerazione di regioni fragili come la Calabria, la Campania e altre regioni fragili del Mezzoggiorno?
Cosa pensate di un’agenda da condividere e presentare come programma nei prossimi governi regionali e nei programmi dei candidati che chiederanno il nostro voto?
Apriamo il dialogo e mettiamoci in rete.